“L’innalzamento dei dazi statunitensi
sulla pasta italiana fino al 107% rappresenta un colpo durissimo
all’economia nazionale e alle nostre produzioni di qualità. È
inaccettabile che, di fronte a un provvedimento così grave, il
Governo resti immobile, probabilmente per non scontentare
l’alleato Trump”. Lo dichiara in una nota il senatore Silvio
Franceschelli, capogruppo del Partito Democratico nella
Commissione Agricoltura del Senato.

“Le reazioni del mondo agricolo e imprenditoriale – prosegue il
parlamentare dem – sono di forte preoccupazione: diversi
produttori stanno già valutando o annunciando il trasferimento
delle proprie attività oltre oceano, con il rischio concreto di
vedere smantellato un pezzo del tessuto produttivo italiano,
costruito in decenni di lavoro, qualità e tradizione”.

“Quello imposto dall’amministrazione americana è un vero e
proprio ricatto commerciale, a cui l’Italia e l’Europa devono
rispondere con fermezza. Difendere la nostra filiera
agroalimentare non è una questione di bandiere politiche, ma di
dignità economica e nazionale. Il Governo – conclude
Franceschelli – si attivi subito in sede europea e internazionale
per ottenere una revisione di questa misura assurda e
penalizzante per il nostro Paese e per i produttori di cereali,
una filiera per la quale si è fatto troppo poco e che rischia di
vedere crescere l’abbandono delle coltivazioni, lasciando incolti
e incustoditi molti territori”.


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