“Il Pd si asterrà su di un provvedimento che si dimostra insufficiente nell’affrontare i nodi strategici del futuro dell’agroalimentare italiano. Siamo di fronte a sfide nuove e crescenti a partire dai dazi, dal cambiamento climatico, fino al continuo aumento dei costi. Temi centrali per la vita delle imprese e degli operatori. Per questo sarebbe servito un intervento complessivo di riordino del settore, adottando un codice dell’agricoltura in grado di disciplinare in maniera organica la materia. Invece una confusa gestione in Commissione ha purtroppo minato l’efficacia del provvedimento. Si sarebbe almeno potuto e dovuto iniziare un cammino di riforma, invece non è stato fatto alcun tentativo in tal senso. Servivano regole chiare e certe, invece abbiamo assistito ad una proliferazione normativa disorganica che ha lasciato e lascia pericolosi vuoti. Se si vogliono proteggere le nostre 900 denominazioni di qualità è incomprensibile il fatto che vengono gravati di oneri i consorzi di tutela. Un eccesso di compiti senza risorse mettendo così in difficoltà soggetti fondamentali. Altro aspetto paradossale è come è stata affrontata la questione relativa alla tutela dei territori. Anche in questo caso si è proceduto in maniera inadeguata. Non vi è traccia di alcun tipo di pianificazione, mentre si privano i Comuni di un ruolo e una funzione di gestione che dovrebbe essere di loro naturale competenza. Insomma siamo di fronte ad una occasione sprecata per dare spinta e certezze al nostro agroalimentare”. Così in una nota il senatore Silvio Franceschelli, capogruppo Pd in Commissione industria, commercio turismo e agricoltura in sede di dichiarazione di voto sul Dl per la tutela dei prodotti agroalimentari italiani.
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