“La notizia dell’operazione della Digos
a Siena lascia profondamente sgomenti e impone una riflessione seria e
senza sconti. Parliamo di reati gravissimi: dall’apologia del fascismo
e del nazismo all’odio razziale, fino alla detenzione di armi e
materiale pedopornografico. Il fatto che i protagonisti di questa
vicenda siano tredici minorenni della nostra città rende il quadro
ancora più doloroso e allarmante. Voglio esprimere il mio più profondo
ringraziamento alla Polizia di Stato e alla Magistratura per il
prezioso lavoro di indagine. Hanno fermato una deriva pericolosa prima
che potesse tradursi in atti ancora più gravi. Le terre senesi sono,
per storia e tradizione, culla di civiltà, tolleranza e valori
democratici nati dalla Resistenza. Vedere dei giovanissimi tradire
questi valori per abbracciare l’odio e i totalitarismi del passato è
una ferita al cuore della nostra comunità. Questo episodio ci dice che
non possiamo e non dobbiamo mai abbassare la guardia. Di fronte a
tutto questo, non possiamo più tollerare atteggiamenti equivoci o
ambiguità. Quando la politica, unita, non condanna i richiami al
fascismo e al nazismo, con assoluta fermezza e senza ‘se’ e senza
‘ma’, finisce per sdoganarli agli occhi dei più giovani. Accanto al
dovere della magistratura, serve un’assunzione di responsabilità
collettiva: istituzioni, scuole, famiglie. La rete e i social network
non possono diventare zone franche dove inoculare il virus
dell’estremismo e della violenza nelle menti dei nostri ragazzi. È
urgente ricostruire una rete sociale e culturale capace di proteggere
i minori e di insegnare loro il valore del rispetto, della legalità e
della memoria storica. Non c’è spazio per il fascismo e l’odio nella
nostra società, tanto meno tra i nostri giovani”. Lo dichiara, in una
nota, il senatore senese Silvio Franceschelli.