“Pd voterà contro un provvedimento
che, sotto l’apparenza della semplificazione, apre la strada ad
un indebolimento del presidio più solido che la nostra
Repubblica ha posto a difesa del bene comune. Si vuole conferire
al Governo una delega di dodici mesi per riscrivere la
disciplina delle autorizzazioni paesaggistiche e dei
procedimenti connessi, di fatto per piegare le regole,
comprimere i pareri delle Soprintendenze, introdurre per via
amministrativa quello che il Parlamento non ha avuto il coraggio
di votare con chiarezza. Così facendo si indebolisce la tutela
del nostro Paesaggio garantita dall’articolo 9 della
Costituzione. Si promette una scorciatoia ma in realtà, si
predispone un quadro di incertezza, confusione, contenziosi,
rinvii e paradossi”. Così il senatore Nicola Irto, capogruppo Pd
in commissione Ambiente in sede di dichiarazione di voto sul
disegno di legge delega per la revisione del codice dei Beni
culturali e del paesaggio.
“Emergono tre gravi criticità – ha proseguito – la prima è
che il parere della Sopraintendenza fino ad oggi vincolante per
le autorizzazioni paesaggistiche viene bypassato. La seconda è
la confusione determinata dal fatto che la delega mette in
discussione l’equilibrio tra Stato e Regioni in decisioni che
dovrebbero essere frutto di co-pianificazione. La terza è la
previsione di un elenco annuale di “aree di rilevanza
paesaggistica nazionale”, deciso centralmente, che rischia di
trasformare la tutela in variabile politica. E soprattutto
l’inefficienza non dipende dal fatto che le Soprintendenze
esistono, ma dal fatto che esse sono sottodimensionate. Se
vogliamo tempi certi, servono organici adeguati, banche dati
interoperabili, digitalizzazione dei procedimenti. Illudersi che
il problema si risolva cancellando i controlli è, invece, una
scorciatoia che ci porta dritti al caos, ed è quello che stanno
facendo Governo e maggioranza. Il Pd ha avanzato proposte
concrete ma la maggioranza ha agito, come al solito, per conto
proprio. I controlli andavano migliorati, invece hanno voluto
eliminarli. Questa delega è scritta male; perché rischia di
reintrodurre per via surrettizia il silenzio-assenso; perché
lascia irrisolto il vero nodo, ossia la debolezza attuale delle
Soprintendenze” ha concluso Irto.


Ne Parlano