“Questo provvedimento non è una semplice proroga tecnica. È una scelta politica che certifica il ritardo del Governo nell’attuazione della delega per la revisione del Codice della strada.
Nel 2024 la maggioranza aveva presentato questa riforma come una risposta urgente al dramma degli incidenti stradali e aveva fissato un termine di dodici mesi per dare attuazione alla delega. Oggi, invece, ci chiede altri dieci mesi senza spiegare al Parlamento che cosa sia stato fatto finora, quali difficoltà siano state incontrate e quale sia il cronoprogramma delle attività ancora da completare.
La sicurezza stradale si costruisce con la prevenzione, con la tutela di pedoni e ciclisti, con il rafforzamento del trasporto pubblico e con un ruolo più forte dei Comuni. Non può ridursi a una riforma sbilanciata sulle sole sanzioni e che limita gli strumenti delle amministrazioni locali.
La revisione del Codice della strada deve essere accompagnata da investimenti nelle infrastrutture, nella manutenzione della rete viaria e nel trasporto pubblico, soprattutto nelle aree interne e montane, dove spesso l’automobile rappresenta l’unico mezzo per raggiungere i servizi essenziali.
Il Governo non può chiedere ai cittadini comportamenti responsabili se non interviene sulle condizioni delle strade e se non coinvolge enti locali, associazioni e categorie interessate.
Per queste ragioni, il Partito Democratico ha espresso voto contrario a questo provvedimento”
Lo dichiara il senatore del partito democratico Nicola Irto, capogruppo in Commissione Lavoro Pubblici.