“Un provvedimento debole, tardivo e insufficiente perché interviene solo parzialmente, lasciando fuori una parte ampia della popolazione e delle imprese. Non affronta i problemi strutturali del costo dell’energia, come il disaccoppiamento tra elettricità e gas, gli oneri generali di sistema e una politica industriale dell’energia capace di accompagnare la transizione e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti.” Lo dichiara il senatore Nicola Irto intervenendo in aula a Palazzo Madama sul decreto bollette.
“Ancora una volta – ha continuato Irto – il governo ricorre alla fiducia, riducendo il confronto parlamentare, comprimendo gli spazi di intervento e indebolendo la possibilità di migliorare i testi legislativi. Questo non è un dettaglio: significa mortificare il Parlamento e le istituzioni.”
“Noi del Partito Democratico – ha proseguito Irto – abbiamo avanzato proposte concrete: fiscalizzazione degli oneri di sistema, accise mobili sui carburanti, utilizzo più marcato delle risorse derivanti dal sistema ETS e dei dividendi delle grandi società energetiche, accelerazione sulle fonti rinnovabili, sulle reti, sugli accumuli e sulle comunità energetiche, e un ruolo più forte dell’Italia in Europa per contribuire alla riforma del mercato energetico. Nel decreto, queste soluzioni rimangono completamente ai margini.”
“Serve una politica con visione e metodo – ha concluso Irto – non interventi temporanei. Il Parlamento deve tornare a essere il luogo del confronto sostanziale, dove le decisioni pubbliche sono costruite attraverso un processo aperto e responsabile, che tenga conto delle proposte e delle competenze. Continueremo a esercitare questo compito con serietà e coraggio, difendendo il ruolo delle istituzioni, delle famiglie e delle imprese.”


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