“Un provvedimento che concentra poteri, riduce i controlli e svuota il ruolo del Parlamento e dei territori. Altro che accelerazione: si arretra sul piano della trasparenza e delle garanzie”, lo ha dichiarato il senatore Nicola Irto, capigruppo Pd in Commissione Trasporti, intervenendo in Aula sul decreto commissari e concessioni.
“Il Governo sostiene che serva ad accelerare, ma accelerare non può significare concentrare i poteri, ridurre i controlli, comprimere il ruolo del Parlamento e marginalizzare i territori. È esattamente ciò che sta accadendo”, ha proseguito Irto.
“Si istituzionalizza la figura dei commissari, anzi dei ‘super commissari’, con una sovrapposizione di ruoli che restringe gli spazi di controllo e riduce il ruolo degli enti territoriali.
“Questa è la differenza tra propaganda e responsabilità. Le risorse previste vengono rimodulate e rinviate. Se vengono tolte al Ponte, devono tornare ai territori, soprattutto al Mezzogiorno, che continua a registrare gravi ritardi infrastrutturali”, ha continuato il parlamentare dem.
“Quando chi presidia legalità e trasparenza segnala criticità su gara, contratto e progetto, il Parlamento ha il dovere di ascoltare e rafforzare le garanzie.
Parliamo di oltre 2 miliardi di euro destinati al cosiddetto Patrimonio Destinato. Vogliamo sapere come verranno utilizzati: servono trasparenza, rendicontazione e controllo parlamentare”, ha proseguito.
“A un aumento del potere deve corrispondere un aumento della responsabilità. Non è accettabile autorizzare nuove risorse pubbliche senza sapere come verranno governate. Molte nomine nelle partecipate pubbliche non rispondono a criteri di merito ma a logiche di fedeltà politica”, ha sottolineato Irto.
“Abbiamo presentato emendamenti per rafforzare controlli, presidi antimafia, trasparenza degli appalti e ruolo del Parlamento, ma sono stati respinti. Per questo il nostro voto è contrario. Un provvedimento che concentra poteri, amplia le deroghe, ignora rilievi autorevoli, sposta risorse senza trasparenza e lascia senza risposta le necessità del Paese. È questa la scelta che contestiamo”, ha concluso Irto.


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