“Seguiremo le vostre valutazioni, le strade e i percorsi che ci avete indicato per arrivare alla verità su quanto accaduto. Ci sono fatti nuovi e elementi in più che potremo acquisire sia sotto forma di ulteriore documentazione sia grazie a nuove tecnologie. È importante che la commissione possa far emergere aspetti che in sede giudiziaria non si è riusciti a raggiungere, lo dobbiamo ai familiari delle vittime ma anche al Paese”. Così il presidente della commissione d’inchiesta sul disastro Moby Prince Silvio Lai ha chiuso l’audizione dei senatori Vannino Chiti e Altero Matteoli.
I due parlamentari nel 1991 erano consigliere regionale e subito dopo presidente della Regione Toscana il primo, deputato eletto nel collegio della Toscana il secondo. Entrambi hanno vissuto direttamente la tragedia avvenuta nel porto di Livorno, anche e soprattutto per i ruoli istituzionali ricoperti all’epoca dei fatti. Tanti, troppi misteri attorno a un incidente che sia Chiti che Matteoli ritengono inspiegabile. Rimane una certezza: a distanza di 25 anni ancora non è stata fatta chiarezza su quanto avvenuto. E a questo proposito diventa ancora più importante il ruolo della commissione d’inchiesta. Un nodo fondamentale da sciogliere riguarda la documentazione, soprattutto quella dei sistemi di difesa satellitare degli Stati Uniti.
“Nel febbraio del 1992 – ricorda Vannino Chiti – indirizzai una lettera al presidente del Consiglio per chiedere al governo di intervenire presso le autorità Usa e la Nato, per chiedere che venissero messe a disposizione le immagini riprese dai satelliti. Nella risposta in sostanza mi venne manifestata l’impossibilità di poterli ottenere. Sottopongo alla vostra valutazione la possibilità di ripetere una richiesta analoga, nella speranza che da parte di Stati Uniti e Nato vi sia una diversa disponibilità.”
Matteoli ha sottolineato quanto per chi come lui conosce perfettamente Livorno e il suo porto questa tragedia sia ancora più inspiegabile: “Anche oggi e alla mia età arriverei a nuoto al punto in cui si trovava il traghetto ben prima di quando arrivarono i soccorsi. Se la commissione riuscisse a fare anche solo qualche passo in più verso la verità sarebbe un fatto importante anche per le famiglie delle vittime.”
E che la conoscenza diritta dei luoghi possa consentire di capire meglio le dinamiche dell’incidente e far scaturire le domande a cui dare delle risposte è alla base della scelta di effettuare domani un sopralluogo al porto di Livorno. Nel corso della giornata, sono previsti incontri con il prefetto Tiziana Costantino, il sindaco Filippo Nogarin, il presidente della provincia Alessandro Franchi. A conclusione alle 16.15 è prevista in Prefettura una conferenza stampa del presidente Lai.


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