“Le audizioni sul Documento di finanza
pubblica hanno certificato oggi un quadro drammatico: Anci, Upi,
Confindustria e sindacati hanno descritto un Paese esposto a una
crisi energetica e inflattiva molto pesante senza adeguate
difese. I numeri parlano chiaro: l’inflazione passa dall’1,5%
del 2025 al 2,5% nel 2026 nello scenario base, ma salirebbe al
4,3% se la crisi si prolungasse di quattro mesi e addirittura al
5,9% in uno scenario severo di dieci mesi. Questo significa
salari e pensioni ancora una volta divorati dal caro prezzi e
famiglie piu’ povere. Parallelamente crollano investimenti,
rallentano consumi e occupazione, mentre per le imprese si
prospetta una nuova emergenza costi sull’energia. Sul fronte
degli enti locali il Dfp disegna inoltre uno scenario di
austerita’: Comuni e Province denunciano margini sempre piu’
stretti che rischiano di tradursi in meno manutenzioni, meno
servizi sociali, meno sostegno all’infanzia e meno investimenti
territoriali. La verita’ e’ che l’Italia arriva a questo
passaggio fragile perche’ paga quattro anni di assenza di
programmazione industriale, energetica e sociale da parte del
Governo. La guerra aggrava il quadro, ma certifica soprattutto
il fallimento di chi fin qui non ha costruito alcuna protezione
strutturale per famiglie, imprese e territori”. Lo afferma la
vice presidente dei senatori Pd, Beatrice Lorenzin.


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