“Lisei oggi ha gettato la maschera. Quando rivendica che con questa legge non saranno più possibili governi di coalizione, sta dicendo al Presidente della Repubblica che non potrà più esercitare pienamente le prerogative attribuitegli dall’articolo 92 della Costituzione per verificare in Parlamento l’esistenza di una maggioranza e nominare il Presidente del Consiglio”. Lo ha detto nell’Aula del Senato Beatrice Lorenzin, vicepresidente del gruppo PD durante la discussione generale sulla riforma della legge elettorale.

“È un premierato mascherato: ciò che la destra non è riuscita a imporre con una riforma costituzionale prova ora a realizzarlo attraverso una legge ordinaria. Un premio abnorme del 55% consegnerebbe al capo della maggioranza il controllo del Parlamento, incidendo anche sull’elezione del Presidente della Repubblica e dei giudici della Corte costituzionale e alterando l’equilibrio tra i poteri proprio delle democrazie liberali”, aggiunge Lorenzin.

“Sulle donne il passo indietro è altrettanto grave. Con liste e capilista bloccati, senza una vera garanzia di genere i partiti potranno indicare anche tutti uomini. Altro che accontentarsi del 33%, come sostiene Lisei: l’obiettivo deve essere il 50%. Nell’ottantesimo anniversario del diritto di voto alle donne, la prima Presidente del Consiglio donna non può firmare una legge che riporta indietro di trent’anni la rappresentanza femminile”, incalza la senatrice dem.

“In quattro anni questa maggioranza non ha trovato il tempo per le riforme necessarie sulla sanità, sull’energia, sul lavoro e sul futuro dei giovani. Ha trovato invece tempo e urgenza per cambiare le regole elettorali e blindare il proprio potere”, conclude Lorenzin.


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