“È grave che la destra continui a strumentalizzare quanto accaduto a Bologna, scegliendo di fare propaganda sugli scontri, che condanno in toto, invece di concentrarsi sulla tragedia della morte di Abderrahim Fakir e sulle domande che quella vicenda pone alle istituzioni.
I fatti vanno tenuti distinti. Il presidio promosso in Piazza Nettuno era una manifestazione pacifica di vicinanza alla famiglia. Proprio in quella piazza, davanti a migliaia di persone, la nipote Yossra Fakir ha parlato a nome della famiglia chiedendo con grande dignità “verità, giustizia e rispetto”, non vendetta.
Altra cosa sono gli episodi di violenza avvenuti successivamente e in altro luogo, che sono stati condannati con chiarezza dal sindaco e dalla stessa famiglia Fakir. Confondere quei fatti con il presidio pacifico serve soltanto a distogliere l’attenzione da ciò che conta davvero: accertare cosa sia accaduto e fare piena luce sulla morte di Abderrahim Fakir.
La verità è dovuta innanzitutto alla sua famiglia, ma è dovuta anche alle istituzioni e alle forze dell’ordine. Accertare come sono avvenuti i drammatici fatti e, se ci sono, eventuali responsabilità individuali, non significa mettere sotto accusa un intero corpo dello Stato. Al contrario, significa rafforzarne la credibilità . Capire per prevenire .
Se vogliamo parlare seriamente di sicurezza, il Governo dovrebbe smettere di alimentare polemiche e affrontare le questioni che emergono da questa vicenda. Serve garantire un adeguato supporto tecnico negli interventi che coinvolgono persone in condizioni di particolare fragilità, rafforzare la formazione delle forze dell’ordine nella gestione di queste situazioni e assicurare che chi opera ogni giorno, soprattutto nei contesti più difficili e periferici, non venga lasciato solo.
La sicurezza non si costruisce inseguendo le polemiche per qualche like o cercando un nemico politico. Si costruisce investendo nella formazione, nei servizi, nella prevenzione e mettendo gli operatori nelle condizioni migliori per svolgere il proprio lavoro. Questo è il compito della politica. Il resto è insopportabile propaganda.”


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