“Stiamo discutendo l’ennesimo decreto omnibus di un governo che ha varato più decreti omnibus che riforme, ma in mezzo a quest’Aula c’è un elefante enorme che si chiama ‘dazi’. Il dibattito sulle singole misure di questo decreto è surreale, mentre sopra di noi si decide il destino della politica industriale ed economica e la tenuta sociale del Paese. Abbiamo chiesto a Meloni, Urso, Giorgetti di avviare un percorso completamente diverso in Parlamento, che si aprisse una fase di confronto sulle scelte da compiere. I dazi non ci colgono di sorpresa. Chi si aspettava il 30% ora plaude al 15%, ma in questo suk è sospeso il nostro destino, le vite di intere filiere di imprese, di cittadini e lavoratori”. Lo ha detto in Aula la senatrice Beatrice Lorenzin, vicepresidente del gruppo Pd. “In quest’ottica – ha proseguito Lorenzin- pensavamo che di fronte ai dazi ci fosse il piano B per l’Italia, invece viviamo nel silenzio del governo, mentre intorno a noi i paesi discutono di cosa fare. Noi abbiamo bisogno di una visione del sistema paese che questo governo non sta offrendo. La loro narrativa del Paese è ideologica e trionfalistica quando di trionfale non c’è nulla e c’è invece molto di cui preoccuparsi e molto su cui confrontarsi per scelte da fare adesso perché il tempo sta scadendo”.


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