“La Corte dei conti ha lanciato un
allarme chiaro: gli enti locali rischiano di trovarsi
impreparati nella gestione del post Pnrr, in particolare sul
piano economico e finanziario degli interventi già realizzati. È
un campanello d’allarme che non possiamo permetterci di
ignorare. Viene allora da chiedersi: cosa sta facendo
concretamente la Cabina di regia per garantire una chiusura
ordinata del Piano? Qual è la strategia del GOVERNO per
sostenere la crescita del Paese, una volta esaurita la
straordinaria spinta propulsiva del PNRR, che ha rappresentato
un motore fondamentale per il nostro PIL e per la tenuta dei
conti pubblici? La sensazione è che si stia navigando a vista,
che l’esecutivo sia rimasto imbambolato dalla crisi dei dazi,
nonché senza proposte per affrontarla. Ma oggi più che mai serve
una rotta chiara, non possiamo permetterci l’immobilismo.
Il Paese ha bisogno di fiducia, soprattutto per le nuove
generazioni. L’Italia deve tornare a essere una terra di
opportunità, dove chi studia, lavora e si impegna può migliorare
la propria condizione. Invece, oggi, l’ascensore sociale è
fermo, e il ceto medio vive una profonda crisi di fiducia che
riflette, in fondo, una crisi del Paese. Serve una strategia
organica per il “sistema Italia”, che metta al centro
competitività, sviluppo sostenibile e welfare. Serve valorizzare
il capitale umano, attrarre talenti e professionalità
qualificate, per rispondere al calo demografico, sostenere le
imprese e rafforzare la sostenibilità del nostro sistema
previdenziale. Dobbiamo investire ora in formazione, istruzione
di qualità, ricerca e innovazione, per costruire l’industria del
presente e del futuro. Allo stesso modo, dobbiamo immaginare
un’agricoltura sostenibile, che valorizzi la biodiversità e
garantisca sicurezza alimentare. E dobbiamo avere il coraggio di
affrontare con serietà i cambiamenti climatici e le crisi
ambientali, tutelando i nostri territori e i nostri mari, che
rappresentano una delle nostre unicità e una risorsa
fondamentale per le prossime generazioni. Così come cominciare a
dire chiaro e tondo che la sicurezza sociale, garantita dalla
sanità e dall’educazione, non è un costo ma la precondizione per
una società sostenibile.
Certamente non si può continuare ad affrontare il susseguirsi
delle crisi con bonus e soluzioni tampone, i dazi non possono
essere una scusa e, come ha giustamente sottolineato Manca sul
Corriere nel suo articolo di oggi, un alibi per galleggiare
nell’attesa di scaricare i nodi alla legislatura successiva.
Tirare a campare non è l’opzione di questa stagione”. Lo dice su
Facebook la vicepresidente del gruppo PD a Palazzo Madama
Beatrice Lorenzin.


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