“A un anno dall’inizio del pontificato di
Papa Leone XIV, la sua voce si è imposta nel mondo come una delle
più autorevoli e libere nel richiamare tutti alla responsabilità
della pace. In un tempo segnato dalla guerra in Ucraina, dalla
tragedia umanitaria in Medio Oriente, dalla radicalizzazione
dello scontro politico internazionale e dal riemergere di
linguaggi aggressivi e divisivi anche tra i grandi leader
mondiali, Papa Leone XIV ha scelto di seguire una strada che non
si piega né alle convenienze diplomatiche né alla logica dei
blocchi”. Così la senatrice del PD, Beatrice Lorenzin.
“Anche nei momenti più difficili, nei confronti con i potenti
della Terra e nelle tensioni internazionali che hanno
attraversato questo anno, il Pontefice ha continuato a ricordare
una verità essenziale: la pace non è debolezza, non è resa, non è
neutralità morale. La pace è responsabilità. È il più alto
esercizio della forza politica, umana e spirituale. Di fronte
alla crescita dell’odio, delle paure e delle arroganze
geopolitiche, il suo magistero ha rappresentato una voce libera,
vicina ai popoli feriti, ai civili innocenti, agli ultimi,
richiamando il mondo al valore della dignità umana prima di ogni
interesse strategico. Ma la forza del suo messaggio è universale,
va oltre i confini del cattolicesimo o delle distinzioni tra
laici e cattolici. In questo primo anno di pontificato, Papa
Leone XIV a dato voce a chi non si vuole arrendere alla logica
della forza, promuovendo con costanza il richiamo al dialogo
interreligioso, alla convivenza tra i popoli e alla necessità di
ricostruire ponti in una stagione che troppo spesso alimenta muri
e contrapposizioni.
“Oggi più che mai quella chiamata alla pace appare necessaria.
Perché senza dialogo, senza rispetto reciproco e senza il
coraggio della mediazione, il rischio è che il mondo si abitui
alla guerra come condizione permanente. Papa Leone XIV continua
invece a ricordarci che la pace va costruita ogni giorno: con
giustizia, responsabilità e umanità”, conclude.


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