“Sul riordino della medicina territoriale emerge un quadro preoccupante: più che una proposta di riforma, una slide con schemi, sembra il segno di uno stato confusionale del Ministero della Salute e del Governo, improvvisamente entrati in agitazione dopo quattro anni di sostanziale immobilismo”. Lo dice Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd.
“A poco più di un mese dalle scadenze del PNRR e con il ritardo evidente nell’attuazione del DM 77, si tenta ora di correre ai ripari cercando di dare copertura alle Case della Comunità, ma lo si fa in modo disorganico, cumulando norme, ipotesi e strumenti diversi, senza una visione chiara – prosegue la senatrice dem – Il metodo resta sbagliato: nessun confronto reale con le parti sociali su una riforma che incide profondamente sull’organizzazione delle cure. E il merito è ancora più fragile: una bozza vaga, che lascia aperti interrogativi sul funzionamento e la legittimità ,piena di incognite su modello, tempi, reclutamento e sostenibilità nei territori. Si sovrappongono inoltre percorsi diversi e contraddittori, come dimostra la distanza con la delega appena presentata dal Ministro Schillaci. Il risultato è un sistema sempre più incerto proprio mentre avrebbe bisogno di stabilità e programmazione”.
“Le criticità sollevate dai medici di medicina generale sono fondate: senza risposte credibili sul personale e sulla transizione, il rischio è creare vuoti assistenziali e indebolire il rapporto di cura con i cittadini, soprattutto i più fragili. Serve fare chiarezza e aprire un confronto che non è mai partito. Perché la sanità non può essere governata nell’emergenza e nella confusione, ma con serietà, visione e responsabilità”, conclude Lorenzin.