“Oggi il Senato vota la legge per il
contrasto all’antisemitismo. È una buona legge, e lo è anche grazie al
contributo determinante di Graziano Delrio, che ha lavorato perché il
testo condiviso non introducesse nuovi elementi penali ma rafforzasse
ciò che è davvero centrale: la prevenzione. Il cuore della norma è
infatti il monitoraggio delle azioni già previste dalla Strategia
nazionale per la lotta e il contrasto all’antisemitismo, in
particolare nel mondo della scuola e dell’università, proprio
sull’impianto del disegno di legge a prima firma Delrio che ho
sottoscritto fin dall’inizio. Non si tratta di aggiungere nuove norme
simboliche, ma di verificare con serietà l’efficacia delle politiche
già avviate: capire se funzionano, assicurarsi che vengano attuate nel
modo migliore e, dove emergono difficoltà, intervenire con strategie
migliorative. In questo contesto il riferimento alla definizione Ihra
non è affatto accessorio: rappresenta una cornice operativa che aiuta
a distinguere con chiarezza tra ciò che è odio antiebraico e ciò che è
invece legittima critica politica, che resterà sempre garantita. C’è
chi ha chiamato questa definizione obsoleta o anacronistica. In realtà
è la definizione adottata dall’International Holocaust Remembrance
Alliance nel 2016 e oggi utilizzata da decine di governi (47 Paesi tra
cui l’Italia, quindi niente di nuovo) e da oltre mille istituzioni,
università e organizzazioni nel mondo. Più che superata, è oggi uno
degli strumenti più condivisi a livello internazionale”. Così Simona
Malpezzi, senatrice del Pd, sui social.
“In questi mesi ci sono stati molti cortocircuiti nel dibattito
pubblico. Ma ciò che conta è guardare avanti e fare in modo che il
nostro Paese si doti di strumenti seri per contrastare
l’antisemitismo. I dati presentati ieri al Senato dal CDEC ci dicono
infatti che il fenomeno purtroppo è in crescita. Ricordiamoci sempre
che dietro i numeri ci sono storie di persone. Persone che oggi, in
Italia, non si sentono libere di manifestare apertamente la propria
fede. E questo è un problema che il legislatore non può sottovalutare.
Perché riguarda la qualità della nostra democrazia. Ecco perché questa
legge serve”, conclude.