“Ho sottoscritto con convinzione il disegno di legge di Graziano Delrio che si intitola ‘disposizioni per la prevenzione e il contrasto all’antisemitismo e per il rafforzamento della strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo nonché delega al governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line’. Parto dal titolo perché oggi ho letto di tutto e invece sarebbe bello si entrasse nel contenuto del disegno di legge che a quanto pare hanno tutti letto”. Lo scrive su Fb la senatrice del Pd Simona Malpezzi. “Oggi il fenomeno dell’antisemitismo nel nostro Paese ha registrato un incomparabile aumento – prosegue Malpezzi- il coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo della Presidenza del Consiglio, in audizione al Senato, ha segnalato un aumento pari al 400% degli atti di antisemitismo nel 2024. Per l’Agenzia europea per i diritti fondamentali il 75% dei cittadini italiani ebrei evita di indossare simboli religiosi in pubblico. Come intervenire? Provando a rafforzare la strategia per la lotta contro l’antisemitismo di cui l’Italia si è dotata. Significa che esistono già degli strumenti che devono essere resi più efficaci per la prevenzione e il contrasto. Si parte dall’istigazione all’odio sui social, per cui il ddl prova a garantire un intervento tempestivo in linea con i tempi di diffusione dei contenuti in rete. Si introducono misure a tutela e promozione dell’esercizio della libertà della ricerca e di insegnamento in ambito universitario previsti dalla Costituzione. Si prevede che l’organismo di vigilanza di ogni università individui al suo interno un soggetto preposto alla verifica e al monitoraggio delle azioni per contrastare i fenomeni di antisemitismo, in linea con il codice etico della stessa università e in conformità con quanto previsto dalla Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo. Noi non aggiungiamo altre figure all’università e neppure altre funzioni. Usiamo quello che c’è già. Si amplia soltanto la lista di discriminazioni non solo fondate sul genere e su ragioni di razza e origine etnica ma anche sull’antisemitismo che, come è noto, costituisce un fenomeno a sé. Stessa cosa per la scuola dove chiediamo che tutti gli interventi fatti per rafforzare la memoria di ciò che è stato possano essere raccolti come lavoro svolto. Non ci sono nuovi reati, non ci sono sanzioni: solo la volontà di garantire ai cittadini italiani di professare e manifestare tutti liberamente la propria fede. Che poi – conclude Malpezzi- sarebbe pure una questione di democrazia”


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