“La condizione delle donne in zona di guerra è un tema tragicamente
attuale, e per quanto riguarda le nostre sorelle afghane è un tema che noi viviamo
con una maggior difficoltà”. Così Simona Malpezzi, senatrice Pd, presidente
dell’Intergruppo parlamentare sulla condizione delle donne afghane, intervenuta a
Palazzo Madama al convegno “I diritti delle donne nei paesi in guerra”, su iniziativa
della vicepresidente del Senato Anna Rossomando, in cui è stato presentato il libro
di Giorgia Pietropaoli “Afghanistan, dove tutto cambia per non cambiare mai”
(Infinito). “Sappiamo benissimo – aggiunge – che non c’è il riconoscimento
dell’Afghanistan come Stato, quindi non ci sono relazioni aperte che ci possano
aiutare a contribuire effettivamente anche come governo, spingendo noi come gruppo di
parlamentari l’esecutivo a prendere determinate posizioni. C’è una difficoltà
oggettivamente operativa. Per questo tutto il lavoro è riferito alle Ong, al servizio
che stanno facendo, con fatiche incredibili, anche perché spesso lavorano un po’
sotto traccia, visto quello che è il clima che lì si vive”. “Penso – sottolinea – che
sia importante il libro che presentiamo qui oggi, penso che sia importante la
riflessione sulla condizione dei diritti delle donne nei Paesi in guerra, perché è
vero che tutta la popolazione soffre, ma le donne si trovano nella posizione di
essere considerate da ‘bottino di guerra’ a essere completamente cancellate dalla
storia, come quello che è successo e sta succedendo in Afghanistan. Per cui –
conclude la senatrice dem – noi dobbiamo pensare anche a quelle nuove generazioni
femminili che non hanno mai conosciuto la scuola, perché sono nate dopo il ritorno
dei talebani”.