“Il presunto piano di pace per far
terminare la guerra di aggressione della Russia nei confronti
dell’Ucraina non può considerarsi un piano di pace e soprattutto
non è in linea neppure con le varie conclusioni dei consigli
europei, con le risoluzioni votate da singoli Paesi e con il
lavoro svolto dall’assemblea parlamentare Nato, di cui sono
stata rapporteur proprio per una pace giusta e duratura. In
tutti questi atti, votati all’unanimità, ci sono punti chiari e
inderogabili che invece la presunta proposta non solo ignora ma
stravolge.
Abbiamo sempre detto, come 32 Paesi aderenti all’Assemblea
parlamentare della NATO, che non può esistere pace senza che
l’Ucraina sia seduta al tavolo delle trattative; che non può
esistere il riconoscimento dei territori occupati; che non può
esistere nessuna cessione territoriale; che l’Ucraina ha il
diritto di scegliere in che modo possa gestire il proprio
esercito, scegliere la propria politica estera e la propria
politica di difesa in maniera assolutamente libera e autonoma.
Non si può favorire in alcun modo il tentativo della Russia,
molto chiaro a chi si occupa di questi temi, di entrare a piedi
uniti nel cuore dell’Europa, per innescare quello che sarebbe
l’effetto domino nei confronti degli altri Paesi. Non dobbiamo e
non possiamo farci intimidire. L’Europa deve agire con una voce
sola, sapendo però che oggi purtroppo parte divisa perché molti
Paesi hanno paura di spiegare ai propri concittadini che cosa
significhi agire per la difesa e per la sicurezza. Dobbiamo
ricordarci che gli ucraini stanno combattendo per tutti noi:
stanno combattendo per i valori dell’Europa e per la democrazia.
Quel confine che Putin vuole stravolgere non è solo un confine
geografico: segna la differenza tra chi crede nello Stato di
diritto e chi invece pensa che autocrazia, potere e forza siano
le uniche parole applicabili per il nuovo ordine mondiale”. Così
Simona MALPEZZI, senatrice del PD e rapporteur presso
l’assemblea parlamentare della Nato.