“Nel Documento di finanza pubblica il Governo abbassa l’obiettivo dei servizi per l’infanzia, fissando al 15% la copertura degli asili nido a livello regionale. Una scelta che, di fatto, usa bambini e territori più fragili come leva per fare cassa, invece di rafforzare i diritti e ridurre i divari. È un passo indietro evidente rispetto al traguardo del 33% fissato a livello comunale dalla legge di bilancio 2022 su spinta dell’allora ministra Carfagna che oggi, però, rimane incredibilmente in silenzio”. Così Simona Malpezzi, vicepresidente dem della commissione bicamerale Infanzia e adolescenza. “Si allarga inoltre il divario con l’Europa: l’Unione europea promuove infatti la diffusione dei nidi come servizio essenziale, fissando obiettivi di copertura ben più ambiziosi, pari ad almeno il 50% entro il 2030. Una direzione opposta a quella intrapresa invece dal Governo, che rischia di lasciare indietro ulteriormente il nostro Paese. Per questo colpisce il silenzio di Mara Carfagna: oggi è necessario chiarire se si condivide questa retromarcia o se si intende difendere un risultato importante per il Paese ottenuto con il governo Draghi. Perché è del tutto evidente che ci accontentiamo di una media nazionale ma non per territori. La destra difende la famiglia e i bambini solo a parole: quando si tratta di aiutarli davvero, li colpisce”, conclude la senatrice dem.
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