“All’interno delle scuole tutte le
offerte extracurricolari sono sottoposte al parere del consiglio
di istituto dove sono presenti i rappresentanti eletti dei
genitori e nessuno può entrare a scuola senza il parere del
consiglio. Quindi non può essere questo il tema. Valditara
invece di provare ad aiutare le scuole a lavorare sempre meglio
sui progetti di educazione sessuo affettiva anche secondo le
indicazioni dell’organizzazione mondiale della sanità, ha paura
e quindi invece di rafforzare il rapporto e la collaborazione
scuola-famiglia, divide la scuola dalla famiglia. Una scelta
sbagliata che tocca soprattutto i più piccoli nei confronti dei
quali proprio l’educazione sessuo affettiva svolge una
importante azione di prevenzione mettendo al centro la scoperta
di sè come individue unici, con un proprio spazio corporeo che
nessuno può invadere o violare. E tutto questo con esperti
preparati per ogni fascia d’età. Progetti che oggi le scuole non
potranno più fare perché il disegno di legge lo impedisce sia
nella scuola di infanzia che nella primaria. Non solo: il
consenso informato per gli altri gradi di scuola non tiene conto
della difficoltà delle famiglie che non sono tutte uguali e che
non hanno gli stessi strumenti per affrontare la complessità
delle nuove generazioni. E qui il paradosso: non si aiutano così
le famiglie perché le si isolano. Altro che alleanza
scuola-famiglia”. Così in una nota la senatrice del Pd Simona
Malpezzi. (ANSA).