“Il fallimento di questo governo nasce sulle politiche economiche, prima del referendum. Nessuna azione utile proposta dal Governo per sostenere la crescita ed infatti l’OCSE rivede al ribasso le stime dello 0.2 % PIL nel 2026. Nessuna azione e nessuna riforma per aumentare i salari e per una ideologia suicida il governo continua a voltare le spalle al salario minimo ed alle riforme necessarie per contrastare la precarietà ed invertire il drammatico crollo delle natalità. Cara Giorgia Meloni al di là del cambio nei diversi ministeri la vera discuntinuità la devi produrre sull’economia, abbandonando sentieri assurdi, tutti orientati al fare opposizione al passato”. Lo dichiara il sen. Daniele Manca, capogruppo Pd in commissione Bilancio.
“Approviamo subito in Parlamento  il salario minimo – aggiunge – visto che ancora oggi l’Italia, a differenza degli altri Paesi europei, non ha ancora riportato i salari reali ai livelli pre-inflazione. Rifletta la Presidente. Negli altri Paesi il salario minimo legale ha sostenuto i redditi più bassi trascinando verso l’alto anche quelli mediani. In questo caso ascoltare le opposizioni va nell’interesse degli italiani, se non aumentano i salari e la produttività, rischiamo un crollo sui consumi interni, fattore decisivo per spingere l’Italia in recessione, a maggior ragione dentro un contesto macroeconomico ricco di conflitti ed alla ricerca di nuovi equilibri”.
“Se non si affrontano le questioni relative ai costi dell’energia – conclude Manca – o lo si fa con una prospettiva di 20 giorni cala la fiducia delle imprese, si riducono gli investimenti e la crisi rischia di diventare strutturale. La discontinuità sulle politiche economiche per cancellare il vuoto pneumatico del governo gioverebbe alle famiglie ed alle imprese”.


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