“La manovra è del tutto inutile” ed
“inadeguata”: il governo “ha scelto la propaganda, dimenticando
famiglie e imprese”. Così il senatore Daniele MANCA, capogruppo Pd in
commissione Bilancio a Palazzo Madama in un’intervista all’Adnkronos
sul ddl Bilancio varato dal governo e che inizierà in Senato l’iter di
approvazione parlamentare. Quattro i campi di intervento indicati
dall’esponente dem, senatore di lungo corso nella V commissione:
salari, imprese, sanità e giovani.
E’ una manovra “che ha il punto di riferimento più importante
nell’equilibrio dei conti pubblici – osserva MANCA – ma a quale
prezzo? Basta il Ragioniere dello Stato per tenere in equilibrio i
conti”. Qui, incalza, “MANCA completamente la visione politica per
costruire una crescita strutturale e duratura, unica, vera speranza
per ottenere un sentiero di sostenibilità del debito”.
Dai salari alle imprese, dalle risorse per la sanità alla formazione
dei giovani “in Parlamento daremo battaglia”, annuncia MANCA. Sui
salari “le misure introdotte fin qui sono piccoli bonus ma non
aggrediscono i nodi strutturali dei salari”: il lavoro povero e la
pluralità di contratti “che ormai non consentono ai lavoratori
italiani di poter avere immediatamente un salario più alto”.
La manovra per Manca non dà risposte neanche alle
imprese. “Sappiamo molto bene – osserva – che le piccole e medie
imprese probabilmente non hanno gli spazi di ammortamento per reggere
gli investimenti” della nuova Transizione 5.0. “Le politiche
industriali – rileva – oggi risentono di un accesso al credito molto
rigido” e su questo “presenteremo proposte perché senza le garanzie il
sistema produttivo italiano, in particolare quello della pmi, rischia
di non agganciare” le sfide tech e green.
Terzo punto cruciale per il Pd è la sanità. Nel ddl “c’è un primo
investimento parziale di 2,5 miliardi non sufficiente ma soprattutto
tutto avviene senza le riforme necessarie” per mettere in sicurezza
un sistema sanitario universale, attacca Manca. Last but not least, la
formazione delle risorse umane, giovani in testa. “In questa legge di
Bilancio non si intravedono scenari nuovi in questa direzione e noi
faremo e passeremo le nostre proposte in Parlamento”, conclude.