Il Pnnr che abbiamo costruito, in una delle fasi più complesse della nostra storia recente, è stato un passaggio fondamentale per rilanciare il Paese e la prospettiva europea. Era ed è visione del futuro. E’ quindi necessario, con buona pace di Claudio Borghi e dei nazionalisti di casa nostra, che l’Europa riprenda il cammino interrotto proprio da forme di dannoso e miope nazionalismo. Per questo motivo siamo contrari alla fiducia ma soprattutto siamo perplessi sul come l’Esecutivo stia attuando il Pnrr stesso. E’ mancata visione e prospettiva e in particolare una reazione adeguata al difficile contesto macroeconomico in cui ci troviamo. Cresce la pressione fiscale, cala la produzione industriale, il potere d’acquisto salari non si riprende, ne il rinnovo dei contratti riesce a sfuggire agli effetti dell’inflazione. Il Governo sta portando il Paese in recessione. Proprio il Pnrr nell’attuazione del suo percorso finale doveva essere l’occasione per rilanciare la nostra economia e invece così non è stato. Il Governo si è rifiutato di discutere del dopo, quando invece avrebbe avuto l’obbligo di indicare al Parlamento il futuro del Pnrr. E’ mancata e manca una chiara prospettiva europeista proprio quando sarebbe strategicamente necessario costruire sulle transizioni mercati comuni europei e una nuova sfida europeista per gestire le trasformazioni socio economiche. Il Governo invece non è in grado di indicare un ruolo italiano in questa nuova sfida europeista. I dati sull’attuazione del Pnrr sono i migliori testimoni del fallimento di un Governo che, consapevole delle proprie mancanze, sta scaricando sugli enti territoriali le proprie colpe. Saremo noi a pensare ad un nuovo europeismo in grado di dare speranza e prospettiva alle famiglie e alle imprese italiane”. Così intervenendo nell’aula di palazzo Madama il senatore Daniele Manca capogruppo Pd in commissione Bilancio.


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