“Serviva dare un segnale di fiducia verso il cuore produttivo del Paese: le piccole e medie imprese, ma questo ddl non offre interventi concreti, non prevede risorse adeguate e tradisce lo spirito della legge istitutiva, rinunciando a una visione industriale capace di affrontare le grandi transizioni legate alla digitalizzazione, all’Intelligenza Artificiale, alla transizione ecologica delle produzioni. Mentre il mondo corre, l’Italia arretra”. Lo ha detto il sen. Andrea Martella in dichiarazione di voto per il Pd sul disegno di legge sulle piccole e medie imprese.
“In settori cruciali, dall’automotive al tessile, dalla chimica all’acciaio, – ha aggiunto – si avverte un bisogno crescente di politiche di sostegno, di indirizzo, di prospettiva. Eppure, il Governo resta immobile. In modo, ancor più che sorprendente, inaccettabile. Con una assenza di strategia industriale che non è solo un errore politico: è una rinuncia al futuro. Una rinuncia di cui abbiamo purtroppo un perfetto esempio con questo disegno di legge, che è solo un elenco di buone intenzioni privo di strumenti e di risorse. Deciso senza ascoltare i territori, le imprese e le associazioni produttive”.
“Le norme sulla semplificazione? Vaghe ed inefficaci – ha proseguito – La disciplina sulle recensioni online? Riscritta più volte, a riprova di un’improvvisazione imbarazzante. Le deleghe su Confidi e start-up innovative, sulle centrali consortili? Generiche e prive di obiettivi misurabili. Con l’aggiunta di una delega sulla riforma dell’artigianato rispetto alla quale nessuno è stato realmente coinvolto”.
“Nonostante tutto questo, come opposizione abbiamo scelto la via della responsabilità – ha sottolineato – Abbiamo proposto emendamenti per rafforzare le reti d’impresa. Per sostenere la crescita dimensionale delle microimprese, per incrementare i fondi per l’internazionalizzazione, per rilanciare l’imprenditoria femminile, per favorire il ricambio generazionale, per agevolare l’accesso al credito delle imprese artigiane. Niente da fare. Tutte proposte respinte. Nessun confronto. Nessuna apertura”.
“È ormai sotto gli occhi di tutti che questo Governo ha perso, ammesso che l’abbia mai avuta, aderenza con i settori produttivi del Paese – ha concluso Martella – Non c’è un solo dossier industriale su cui sia riuscito ad imprimere una svolta: dall’acciaio alle telecomunicazioni, dalla chimica all’automotive, il ruolo è stato quello, marginale, dello spettatore”.


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