“Venice Port Community fa bene a
chiedere chiarezza ai candidati. Il porto non è materia di
propaganda. È un asset strategico per Venezia e per il suo
futuro, e vive una fase molto delicata. La città deve affrontare
un tema così centrale con serietà e visione unitaria, sapendo
che qui si gioca una parte cruciale del suo destino. Per questo
da sindaco, come ho già detto, me ne occuperò in prima persona».
Lo dichiara Andrea Martella, candidato sindaco per il
centrosinsitra, rispondendo agli interrogativi sollevati da Vpc.
Per Martella “l’obiettivo è garantire la piena operatività
del porto accompagnandone gli sviluppi necessari entro un
equilibrio rigoroso con la laguna e i suoi assetti idrodinamici
e morfologici. Per questo io penso che si debba accelerare sulla
soluzione offshore. Anche perché, con il Mose destinato a
chiudere sempre più spesso le bocche di porto e con i limiti
oggettivi che lo sviluppo trova in laguna, chi non si pone oggi
questo problema semplicemente non vuole vedere la realtà”.
In particolare, “su Tresse 2 vigileremo perché siano
pienamente rispettate le prescrizioni e integrazioni indicate
dalla Commissione nazionale Via. Sul canale nord diciamo sì ad
approdi provvisori e reversibili, coerenti con una fase di
transizione. Sul Vittorio Emanuele occorre attenersi al quadro
definito dal decreto Draghi, che non consente il transito a navi
superiori alle 40mila tonnellate. Sul terminal Montesyndial la
mia posizione è favorevole. Così come considero necessaria la
manutenzione dei canali che consenta la funzionalità del porto
nella fase di transizione, senza che ciò produca effetti
irreversibili”, conclude.


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