“La fine dei finanziamenti progettuali, legati anche al ciclo
Pnrr – scrivono in una nota -, sta producendo il rischio
concreto di perdere decine di ricercatrici e ricercatori, in
gran parte precari del Cnr, e di interrompere attività
essenziali per Venezia e per il Paese, a partire dai monitoraggi
e dal supporto scientifico sulla Laguna”.
Nel territorio della Città Metropolitana di Venezia “operano
due istituti del Cnr impegnati in ambiti cruciali come il
monitoraggio delle alte maree, lo studio dei cambiamenti
climatici e la salvaguardia dell’ecosistema lagunare”,
proseguono. “Il punto non è solo il destino di singoli
contratti: qui è in discussione la continuità di funzioni
fondamentali – raccolta dati, osservazioni, serie storiche,
supporto tecnico-scientifico alle politiche pubbliche e alla
gestione del rischio – che non possono essere trattate come ‘a
tempo’, né dipendere dalla durata di un progetto.
Chiediamo all’assessore regionale all’Istruzione, Università e
Ricerca e al ministro dell’Università e della Ricerca di
attivarsi immediatamente per trovare risorse ponte e strutturali
che garantiscano continuità operativa, e per aprire un percorso
serio di stabilizzazione del personale che oggi assicura queste
attività. La Laguna è un bene comune strategico: non si può
accettare – concludono – che il presidio scientifico venga
indebolito per mancanza di programmazione e per l’uso di lavoro
precario come soluzione ordinaria”.


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