“Cittadini bengalesi e stranieri sono
presenti in tutte le liste. Lavoriamo per l’integrazione, per i
diritti e i doveri, per il rispetto delle regole e della Costituzione
da parte di tutti. Il centrodestra fa propaganda ma sono proprio loro
che hanno introdotto il tema della moschea in questa città, salvo poi
ritirarsi. La questione dell’integrazione va affrontata con serietà e
non con demagogia”. Lo ha detto oggi a Mestre (Venezia) Andrea
Martella, candidato sindaco di Venezia del centrosinistra, rispondendo
a una domanda sulla polemica dei candidati bengalesi nelle liste del
Pd, a margine di un incontro sulla sicurezza con il prefetto Franco
Gabrielli.

Il candidato sindaco di Venezia
del centrosinistra, Andrea Martella, ha accolto oggi pomeriggio
in via Piave a Mestre, una delle zone ‘calde’ della città, il
prefetto Carlo Gabrielli, già capo della polizia dal 2016 al
2021. Un appuntamento elettorale che ha avuto come focus la
sicurezza, in una delle aree più delicate della città dal punto
di vista del degrado.
Il prefetto Gabrielli “ci potrà dare un contributo importante
– ha dichiarato Martella -. Per noi la sicurezza è fatta di
controllo e presidio del territorio, è fatta di rigenerazione
urbana e maggiore presenza nei quartieri, ed è fatta anche di
politiche sociali e di grande attenzione alle fragilità”.
Tra le priorità del candidato sindaco c’è anche la
rigenerazione dell’area di via Piave, a ridosso della stazione
ferroviaria, sulla quale insistono 80 case pubbliche chiuse o
murate secondo una recente indagine di Nicola Pellicani, ex
deputato e candidato consigliere nella lista del Pd. “Non c’è
dubbio che quando parliamo di rigenerazione si tratta di mettere
di nuovo a disposizione dei cittadini case, abitazioni e
appartamenti che sono sfitti – ha sottolineato il senatore dem
-. Sarà una delle prime cose che faremo come nuova
amministrazione, convocare l’Ater e avviare un rapidissimo
processo di recupero di quest’area”.
Per parte propria, Gabrielli ha sottolineato come anche in
Italia “si è imparato a parlare di sicurezza urbana, perché la
sicurezza non è solo il contrasto al crimine, ma è anche rendere
i luoghi pubblici fruibili e vivibili. Il tema del decoro, della
possibilità che la gente si senta sicura – ha aggiunto -, perché
purtroppo a volte derubrichiamo la percezione di sicurezza come
qualcosa che attiene a un fastidioso ingombro, invece la
percezione è qualcosa di più che una semplice sensazione. Se un
cittadino non si sente sicuro di attraversare un parco o un
luogo nel quale vorrebbe vivere la sua vita tranquillamente, è
un problema”, ha concluso.


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