«L’ipotesi di un sito europeo per
le terre rare a Porto Marghera può essere un’occasione, e come
tale merita attenzione. Ma un deposito, da solo, non basta.
Dobbiamo pretendere un progetto molto più ambizioso, non una
funzione puramente logistica». E’ il commento di Andrea
Martella, candidato sindaco di Venezia per il centrosinistra,
sull’ipotesi rilanciata oggi dal ministro Adolfo Urso.
«Porto Marghera e Venezia – prosegue Martella – hanno bisogno
di qualcosa di più di un semplice sito di stoccaggio. Serve una
strategia industriale vera costruita con il Governo, l’Europa,
l’Autorità portuale, i sindacati, le imprese, le università, i
centri di ricerca e i grandi soggetti industriali presenti sul
nostro territorio, da Eni a Fincantieri, da Leonardo alle
filiere della transizione ecologica, della difesa, dell’energia,
dell’innovazione. Servono investimenti pubblici e privati,
lavorazioni, ricerca, riciclo, occupazione qualificata,
integrazione con la Zls e soprattutto un piano serio sulle
bonifiche. Lo dicono giustamente anche i sindacati: logistica e
industria devono stare insieme. Se Marghera viene scelta solo
per custodire materiali lavorati altrove e destinati ad altre
filiere, senza ricadute produttive e occupazionali sul
territorio, allora rischiamo di confermare una visione miope. In
ogni caso – conclude – venire qui a pochi giorni dalle elezioni
ad annunciare un’ipotesi di cui non si conoscono ancora
contorni, impatti, sicurezza, compatibilità ambientale e
prospettive industriali è offensivo per Venezia e per Porto
Marghera».


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