“Il superamento di quota 64mila detenuti, a fronte di poco più di
46mila posti realmente disponibili, dice una cosa tanto semplice quanto allarmante:
il sistema penitenziario ha largamente oltrepassato il suo limite. I dati diffusi
oggi nel XXII Rapporto di Antigone forniscono un’informazione ancora più rilevante:
mentre il numero dei reati resta sostanzialmente stabile nei primi mesi del 2025,
meno della metà dei detenuti è alla prima carcerazione. Il sovraffollamento, dunque,
è il risultato del fallimento del Governo che, invece di investire sulle misure di
prevenzione e reinserimento, pensa che il tema della sicurezza possa essere
affrontato moltiplicando il numero di reati. In realtà, mentre aumentano i detenuti,
la sicurezza percepita diminuisce: secondo l’indagine di Ipsos Doxa, il 46% degli
italiani ritiene che, negli ultimi tre anni, le condizioni di sicurezza siano
diminuite. Tutto ciò descrive un sistema al collasso: il personale penitenziario è
insufficiente, sottoposto a turni massacranti e condizioni di lavoro non più
sostenibili, e i detenuti spesso sono costretti a sopportare condizioni inumane e
degradanti. Il Governo ha preferito gli slogan a interventi su organici, misure
alternative, sanità penitenziaria e dignità delle condizioni detentive, adeguamento
generale delle strutture carcerarie. Noi siamo convinti che una pena che diventa
abbandono non è giustizia, ma una sconfitta dello Stato. E nella prossima legislatura
opereremo di conseguenza, per aumentare la sicurezza dei cittadini e tutelare la
dignità delle persone, anche quando detenute in carcere”. Così il senatore del Pd,
Marco Meloni, in una nota.


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