“Questa mattina, in Commissione Affari Costituzionali, sono stato oggetto di minacce, insulti e contumelie varie da parte di senatrici e senatori della maggioranza. Cos’è accaduto? Nel corso dell’esame del DL Sicurezza mi sono limitato a porre una domanda semplice al sottosegretario Molteni: ovvero se corrispondessero al vero le notizie di stampa sul suo rapporto con Gioacchino Amico, referente del clan Senese nel Nord Italia, contenute in atti formali di indagine. La domanda non conteneva alcuna offesa, né a lui, né ai senatori e alle senatrici di maggioranza, né tantomeno al Governo. Anziché una risposta, però, mi sono sentito piovere addosso urla, contumelie e persino la minaccia di tirarmi addosso un fascicolo di emendamenti – piuttosto corposo, essendo circa mille. Un insulto irriferibile in quest’Aula, che però ho fatto mettere a verbale, mi è arrivato anche dallo stesso sottosegretario”, ha dichiarato il senatore Pd, Marco Meloni, intervenendo in Aula a fine seduta e in riferimento al botta e risposta con la maggioranza, accesosi questa mattina in Commissione Affari Costituzionali. “Questo ho detto, niente di più e niente di meno. Il mio intervento qui è rivolto da un lato a ristabilire la verità – dato che le mie affermazioni sono state riportate in modo inesatto e fuorviante dalla maggioranza – e dall’altro a chiedere alla maggioranza maggiore rispetto, maggiore educazione, maggiore civiltà. Io credo che debba essere richiamato da tutti in quest’Aula il diritto di qualunque parlamentare di porre domande – anche quando sono scomode, anche quando toccano nervi scoperti – e la libertà e la trasparenza che dovrebbe caratterizzare il confronto in Parlamento: tra di noi e con l’opinione pubblica, con gli elettori e le elettrici che abbiamo il compito di rappresentare”, ha proseguito il senatore questore di Palazzo Madama. “Che un chiarimento fosse opportuno è del resto stato confermato dal fatto che, nei minuti successivi alla riunione della Commissione, il sottosegretario Molteni abbia diffuso una nota nella quale smentisce ogni rapporto di amicizia o di conoscenza con “tale Gioacchino Amico”. Bene, avrebbe potuto semplicemente rispondere la stessa cosa a me in Commissione. In ogni caso mi auguro che quanto afferma Molteni corrisponda al vero, per lui e per il prestigio delle istituzioni repubblicane”, ha concluso.


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