Le minacce che il presidente
degli Stati Uniti, Donald Trump, “rivolge, con crescente
intensita’ e violenza, alla Groenlandia, sono la piu’ grave
manifestazione di una nostalgia imperiale che rimette al
centro delle relazioni internazionali l’uso della forza e le
logiche di potenza novecentesche, che un secolo fa
condussero l’umanita’ a un passo dalla sua fine”. Cosi’ in
una nota il senatore del Partito democratico, Marco Meloni.
“L’Artico e’ uno dei principali teatri della competizione
globale e mettere in discussione lo status della
Groenlandia, minacciando per giunta dazi punitivi e
ritorsioni contro chiunque si schieri contro di lui,
significa testare ancora una volta la tenuta dell’Europa
come soggetto geopolitico. Discorsi incendiari, documenti
strategici, e da ultimo le terribili dichiarazioni di oggi
da Davos destabilizzano irrimediabilmente l’ordine globale e
compromettono i rapporti transatlantici”, sottolinea.
“L’Europa non puo’ piu’
assistere silente a questa violenta aggressione ai suoi
valori, alla sua forza e alla sua indipendenza. Francia e
Germania hanno chiarito che sono pronte a sostenere
l’attivazione di tutti gli strumenti di difesa a
disposizione dell’Unione. In questo contesto, il silenzio, o
peggio l’ambiguita’, del governo italiano, e’ assai
preoccupante. La linea attendista e subalterna di Giorgia
Meloni sta facendo dell’Italia il vero punto debole
dell’Europa. La premier deve scegliere da che parte stare:
quella dell’Europa, che coincide col nostro interesse
nazionale, o da quella di un ex alleato, gli Stati Uniti,
che ha deciso di distruggere l’unita’ e la forza
dell’Europa. Capisco che a Giorgia Meloni possa dispiacere
dover abbandonare il sogno di essere la leader europea di
un’estrema destra guidata a livello globale da Trump, ma
sappia che continuare con questa ambiguita’ significa, oltre
che aderire a una visione illegale e immorale delle
relazioni internazionali, andare contro l’interesse
nazionale dell’Italia. Gli italiani e le italiane lo sanno,
giudicano e giudicheranno”, aggiunge Marco Meloni.


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