“La presidente del Consiglio, ricordando
l’anniversario di Acca Larentia, ha invocato una ‘pacificazione
nazionale’. Colpisce che questo appello arrivi proprio da chi non
ha mai pronunciato una parola di condanna, chiara e
inequivocabile, contro il fascismo e, al contrario, ha tollerato
e legittimato un uso ricorrente dei suoi simboli, che ancora oggi
vengono ostentati nelle piazze e trovano spazio nel simbolo e
nella cultura politica del suo partito. Qualsiasi forma di
violenza è riprovevole e inqualificabile e deve essere condannata
senza alcuna esitazione. Resta il fatto che Acca Larentia è un
appuntamento che da anni diventa occasione di apologia fascista,
come successo ieri a Roma, sotto gli occhi – evidentemente
complici – dei nostri rappresentanti di governo. Chiedo alla
Presidente Giorgia Meloni: la democrazia si logora con la critica
o con la vostra ambiguità? Cominciamo tutti da una parola
semplice, che fonda la nostra democrazia repubblicana, figlia
della Resistenza: antifascismo. Quando Giorgia Meloni avrà la
capacità di pronunciarla potrà parlare di pacificazione e passare
da capo di una fazione di nostalgici del Ventennio a leader
istituzionale, pur nelle differenze politiche che sempre ci
distingueranno dalla sua parte”. Così il senatore del Pd, Marco
Meloni, in una nota.


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