Il decreto Elezioni
“dovrebbe essere un provvedimento tecnico, ma i fatti hanno
dimostrato che dietro le scelte del Governo ci sono precise
volonta’ politiche: ridurre il dibattito pubblico attorno a
una riforma della Costituzione imposta senza una discussione
in Parlamento e limitare la partecipazione dei cittadini”,
ha detto il senatore del Pd Marco Meloni, intervenendo in
Aula durante la discussione del dl Elezioni. “Il governo
innanzitutto ha scelto una data il piu’ possibile
ravvicinata per scoraggiare il confronto nel Paese e
impedire che le cittadine e i cittadini comprendano fino in
fondo la portata di questa riforma”, e ha aggiunto “e’
esattamente per questo poi che la maggioranza ostacola il
voto dei fuorisede. Studenti, lavoratori, persone che si
trovano lontano dal proprio comune di residenza per ragioni
di cura: almeno cinque milioni di cittadine e cittadini che
negli ultimi due anni hanno potuto votare nel comune di
domicilio, con una partecipazione triplicata tra il 2024 e
il 2025, e che oggi potranno farlo solo se potranno
permetterselo. Se hai tempo e denaro puoi votare, altrimenti
rinunci: e’ questo il messaggio che viene mandato a chi deve
spostarsi per tornare in Sardegna, in Sicilia o in
Calabria”. La giustificazione tecnica non regge.
Dopo l’ordinanza di venerdi’ della Corte di
Cassazione che ha ammesso la riformulazione del quesito
referendario, c’era tutto il tempo per spostare di qualche
settimana la data del voto e organizzare le procedure. Ma
gli obiettivi del governo e della maggioranza restano gli
stessi che denunciamo da mesi: ridurre il confronto,
comprimere i diritti, mortificare il ruolo del Parlamento e
alterare l’equilibrio tra i poteri su cui si fonda la nostra
democrazia, rimettendo in riga la magistratura, ovvero
mettendola sotto il tacco del potere esecutivo. Per questo
il nostro emendamento sul voto ai fuorisede rappresenta un
banco di prova decisivo. Il Governo ha ancora un’ultima
occasione per ripensarci. Perche’ limitare la partecipazione
non conviene a nessuno, neppure a questa destra arrogante e
proterva. Ma soprattutto non conviene alla democrazia del
nostro Paese”, ha concluso il questore di palazzo Madama.


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