“Ieri in Commissione Giustizia al
SENATO il Partito Democratico ha chiesto l’incardinamento del
mio disegno di legge sul 41-bis, col quale chiediamo di
eliminare il riferimento alla collocazione preferenziale dei
detenuti in regime di carcere duro nei territori insulari. Si
tratta di una modifica che non incide in alcun modo sulle
esigenze di sicurezza, che resterebbero pienamente garantite, ma
che interviene su un’impostazione datata e discriminatoria che
risponde a concezioni ottocentesche non solo della giustizia, ma
anche dell’insularità, intesa come marginalità geografica da
utilizzare come spazio di separazione e confinamento, e non –
come prevede dal 2022 la Costituzione – una condizione peculiare
che comporta svantaggi che lo Stato deve rimuovere
concretamente. È un passaggio importantissimo di fronte al
progetto di questo Governo di trasformare tre istituti
penitenziari sardi, su sette totali in Italia, in carceri
esclusivamente dedicate al regime del 41-bis: una prospettiva
totalmente fuori misura, che porterebbe in una sola regione – la
Sardegna, che ha poco più del 2,5% della popolazione nazionale –
circa un terzo del totale dei detenuti sottoposti a tale regime,
con tutte le drammatiche conseguenze, economiche e sociali, che
tale concentrazione trascinerebbe con sé.
Mi auguro che l’esame parlamentare si sviluppi speditamente.
Questa proposta del resto non appartiene a una sola parte
politica, tanto che qualche mese dopo il nostro DDL un testo
analogo è stato presentato alla Camera dal coordinatore sardo di
Forza Italia, l’on. Pietro Pittalis, ma corrisponde
all’interesse generale di una intera regione ed è rivolta
semplicemente a rimuovere una inconcepibile e insensata
ingiustizia”. Così il SENATOre del PD, Marco MELONI, in una
nota.


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