“Sta crescendo l’indignazione e la mobilitazione riguardo all’emendamento di Fratelli d’Italia al ddl Concorrenza, che mira ad abrogare il divieto sulle strade e sui veicoli di qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi lesivi delle libertà fondamentali. Con questo emendamento il partito di Giorgia Meloni dimostra ancora una volta di non capire la differenza tra libertà e prevaricazione: difendere la libertà di espressione non significa poter offendere, discriminare, umiliare. E neanche permettere che tornino sui cartelloni stradali messaggi omofobi, razzisti o sessisti, cancellando così la conquista delle donne – dopo anni di battaglie – di non essere trattate come merce e proprietà da esibire nelle pubblicità. L’emendamento targato FdI, infatti, lancia un messaggio politico inaccettabile: legittimare l’idea che tutto possa essere detto, anche a costo di fomentare odio. Ma l’odio non è un’opinione. Quando la politica smette di fare questa distinzione e trasforma l’odio in linguaggio accettabile, inquina lo spazio pubblico e indebolisce la democrazia. Una società dove il disprezzo diventa visibile, normale, o addirittura lucrativo, è una società più fragile e meno libera. Difendere il diritto alla parola non può significare concedere licenza di offendere, ma anzi affermare la responsabilità delle parole. E chi governa dovrebbe saperlo meglio di chiunque altro. Mi auguro che l’emendamento sia frutto di una sottovalutazione o di una ridotta conoscenza delle sue conseguenze: ci pensino meglio, lo ritirino”. Così il Senatore del PD Marco Meloni in una nota.
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