”È motivo di orgoglio per il nostro Paese
che siano due italiani, Enrico Letta e Mario Draghi, ad aprire il
confronto tra i leader europei sulla competitività. Non è solo un
riconoscimento personale: è la conferma che l’Italia, quando mette in
campo competenza e spirito europeista, sa essere punto di riferimento
per l’intera Unione”. Così il senatore del Pd, Marco Meloni, in una
nota.
“In un contesto segnato da conflitti alle porte dell’Europa, dalla
competizione con la Cina e da un’America che con Trump ha cambiato
orizzonte e prospettiva, non possiamo più permetterci rinvii. Il
Rapporto di Enrico Letta è stato il frutto di un anno intenso di
viaggio in oltre 65 città di 27 Paesi europei: nasce dall’ascolto
diretto di governi, parti sociali, imprese – soprattutto piccole e
medie – accademici e cittadini. Oltre che da un trentennio di passione
e competenza messe al servizio del progetto europeo. Enrico Letta ci
ricorda che il mercato interno non è solo un meccanismo economico, ma
un progetto profondamente politico, pilastro dell’integrazione e della
solidarietà europea. Ci indica anche una rotta chiara: passare dalla
diagnosi all’esecuzione, completando il Mercato unico al più presto
con obiettivi misurabili e responsabilità definite”.
“Dentro questa visione si colloca anche la ‘Quinta Libertà’: fare
della conoscenza, della ricerca, dell’innovazione e della formazione
uno spazio realmente europeo, per dare ai nostri giovani e alle nostre
università le stesse opportunità ovunque e colmare il divario
tecnologico con Stati Uniti e Cina. Ventisette mercati frammentati non
reggono in un mondo polarizzato. L’Europa, quando decide insieme, è
più forte: lo ha dimostrato con le rapide scelte comuni sull’Ucraina e
durante l’emergenza Covid. Ora occorre lo stesso coraggio per
costruire una vera autonomia strategica. Difendere la sovranità a
parole non basta: possiamo farlo solo come Unione europea, con
ambizione e responsabilità”.