“I dati con cui arriviamo al Primo Maggio raccontano di un’Italia che soffre. Un’Italia in cui si può lavorare e restare poveri, precarietà e difficoltà abitative si intrecciano fino a comprimere ogni prospettiva di futuro, il bilancio delle morti sul lavoro continua a crescere anno dopo anno. Un Paese guidato da una destra che con i suoi slogan ha svuotato di senso le parole del lavoro, dalla dignità, alla libertà, alla sicurezza. Lo dimostra anche il nome che beffardamente è stato dato a un decreto per cui oggi ci sarebbe davvero poco da festeggiare: di fatto la Destra di Giorgia Meloni taglia 1 miliardo ai lavoratori e alle lavoratrici e promette – falsamente – un salario ‘giusto’, individuato nei minimi della contrattazione collettiva. Ma quella soglia non è un salario minimo: sono oltre 6 milioni le persone che, pur essendo coperte da contratti collettivi, guadagnano al massimo mille euro al mese. Eppure gli strumenti per cambiare rotta esistono e, assieme alle altre opposizioni, in questa legislatura li abbiamo proposti: un salario minimo legale di 9 euro all’ora, un congedo parentale davvero paritario, una strategia organica contro la precarietà e per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Condizioni minime perché il lavoro torni a essere ciò che la Costituzione prescrive, il primo strumento di libertà e di dignità per le cittadine e i cittadini. E perché questa giornata torni a essere la Festa delle lavoratrici e dei lavoratori, e non più l’analisi disperata di un Paese senza prospettive, tra lavoro povero e cassa integrazione, crisi industriali ed emigrazione”, così il senatore Pd, Marco Meloni.


Ne Parlano