“Le parole della Presidente Meloni su una
strampalata idea di ZES unica nazionale suonano come epitaffio
per le politiche di sviluppo del Mezzogiorno e delle isole.
Sarebbe il completamento di una demolizione silenziosa di uno
strumento che era stato pensato per ridurre il divario
strutturale tra Nord, Sud e Isole”, così i Senatori del Pd Marco
Meloni e Antonio Nicita a proposito della proposta della Premier
Giorgia Meloni sull’estensione della ZES a tutto il territorio
nazionale, annunciata oggi durante l’informativa al Parlamento.
“Comprendiamo che la Presidente del Consiglio abbia iniziato,
dopo la sonora sconfitta personale referendaria, una disperata
campagna elettorale. Ma delle due l’una: o siamo dinanzi a un
governo di incapaci o stanno, ancora una volta, sacrificando il
futuro del Mezzogiorno sull’altare del consenso elettorale nelle
regioni del centro-nord. Se chi governa non riconosce che il Sud
e le Isole partono da condizioni di svantaggio concrete –
infrastrutture carenti, minore connettività, disoccupazione
cronica, desertificazione industriale – e dunque hanno bisogno di
incentivi e strumenti di semplificazione pensati su misura, sta
semplicemente abdicando alle sue responsabilità. Non è difficile
immaginare, infatti, che diluire lo strumento sull’intera
penisola porterà alla riduzione delle risorse, non alla loro
moltiplicazione”, proseguono i parlamentari dem.
“In realtà l’epitaffio oggi Giorgia Meloni lo ha celebrato al
suo governo: ha parlato al futuro ma si riferiva a un passato che
ha condotto il Paese al più basso tasso di crescita dell’area
OCSE, e le sue aree condannate a un destino di sottosviluppo, che
vedrebbe nell’autonomia differenziata la sua cornice
istituzionale. Un disegno finalmente svelato nella sua
completezza, ma che per fortuna non riusciranno a realizzare. Il
Sud e le Isole hanno capito l’antifona: si sono espressi molto
chiaramente al voto referendario, e lo faranno altrettanto
nettamente alle elezioni politiche”, concludono i senatori dem.