“Il centrosinistra – gia’ avanti nei
sondaggi – potrebbe beneficiare della nuova legge elettorale, ma
rifiutiamo questa torsione autoritaria. Se poi venisse
approvata, al giudizio sui pessimi risultati di questo governo
si sommera’ – come accaduto a marzo – quello di chi dice no al
disegno autoritario della destra italiana”. Cosi’ il senatore
del Pd, Marco Meloni, intervenendo su Avvenire sulla riforma
della legge elettorale. “Quando presento’ la proposta, la
premier riteneva, sondaggi alla mano, di essere piu’ forte del
centrosinistra, ma che il meccanismo dei collegi potesse
sfavorirla. Ora il movimento neofascista e razzista di Vannacci
indebolisce la destra al governo, la quale rimane ostaggio di un
calcolo sbagliato ma puo’ realizzare il suo reale scopo: un
premierato sotto mentite spoglie, senza referendum”. “Con un
solo voto si sceglie il premier, il Parlamento, e – nel caso in
cui scatti l’abnorme premio – si determina l’elezione degli
organi di garanzia, in primis il Capo dello Stato. Il potere
legislativo sotto il dominio dell’esecutivo: l’accentramento dei
poteri bocciato al referendum rientra dalla finestra. Una
proposta inaccettabile, da respingere in toto, senza cadere
nella trappola di entrare nel merito delle singole questioni”,
ha proseguito il senatore questore di Palazzo Madama.


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