“I dati del Rapporto Istat fotografano un’Italia che la propaganda della destra non può più nascondere: dopo quattro anni di Governo di Giorgia Meloni, il nostro è un Paese più fragile, più diseguale e più povero. Quasi undici milioni di persone sono a rischio povertà, la perdita di potere d’acquisto rispetto al 2019 – aggravata dal peso inflazionistico – rimane ancora alta e a ciò si aggiunge una crescita della povertà energetica. Anche il ceto medio ormai fatica ad arrivare alla fine del mese, situazione che continuerà ad aggravarsi a causa dell’aumento dei costi energetici determinato da una guerra insensata scatenata dai principali alleati globali della destra italiana. Un quadro ancora più preoccupante se si considerano le previsioni della Commissione europea: il rapporto tra debito e PIL crescerà di due punti percentuali raggiungendo il 139,2% nel 2027, mentre l’occupazione rallenta e il potere di acquisto degli italiani diminuisce, con effetti evidenti sui consumi e sulla vita delle famiglie. Quando diminuisce il reddito, a essere colpiti non sono solo i bilanci familiari, ma diventano più fragili anche i diritti fondamentali. L’Istat, infatti, ci dice che restano profondi divari nell’accesso ai servizi sociali e sanitari e che le disuguaglianze educative continuano a segnare il destino di tante ragazze e tanti ragazzi. Significa che il luogo di nascita, il reddito della famiglia o il livello di istruzione dei propri genitori continuano a pesare fortemente sul futuro delle nuove generazioni. Questi numeri, però, non cadono dal cielo. I dati dell’Istat e le previsioni europee descrivono la stessa traiettoria: crescono le incertezze sulla tenuta economica del Paese e aumentano le fragilità sociali. Il fallimento del governo di Giorgia Meloni è scritto in questi numeri.” Così il senatore del Pd, Marco Meloni, in una nota.
Pubblicato il
in Affari Sociali, Igiene e Sanità, Comunicati Stampa, Donne, Stampa