“Dopo trent’anni, l’Ulivo e il suo impatto
sul sistema politico italiano interrogano ancora la politica. L’Ulivo
nasce anzitutto come risposta alla vittoria di Berlusconi del 1994, ma
anche come proposta: l’intuizione di Andreatta, Prodi e molti altri, e
la lungimiranza dei partiti del centro e della sinistra democratici,
costruirono un progetto di governo”. Lo ha dichiarato il senatore Pd,
Marco Meloni, nel suo intervento su Avvenire.
”L’Ulivo diede vita al miglior governo della storia repubblicana.
Eppure, in quel successo erano già presenti delle fragilità: la
distanza tra Ulivo e partiti e l’instabilità causata dalla necessità
di realizzare un’alleanza con Rifondazione. E non va dimenticato che
la vittoria del ’96 fu dovuta anche alla rottura tra il Polo e una
Lega che sfiorò l’11%”, ha proseguito il senatore questore di Palazzo
Madama. ”Ma guardiamo al futuro: Ulivo e PD nascono per portare la
maggioranza del Paese su un progetto di cambiamento. Come arrivarci
nel 2027? Tre punti fermi. Primo: il riformismo in quanto tale non è
sufficiente. È un metodo, ma è necessaria una visione progressista più
radicale. Secondo, il sistema politico italiano è fatto di forze
politiche che si alleano per governare. Terzo, il compito del PD è
ricostruire uno schieramento progressista vincente, e la legge
elettorale ci obbliga a giocare ”a specchio” rispetto alla destra.
Sta a noi avere unità di intenti e di programma”, aggiunge il
senatore dem.
”Essere ulivisti oggi significa avere la stessa vocazione di 30 anni
fa, ma saperla interpretare in questi tempi nuovi, e così duri.
Guardare al futuro. Oggi i progressisti possono contare su un partito
attorno al quale costruire un’alleanza che, se fondata su un progetto
chiaro e una visione realistica delle condizioni del Paese, può
vincere e governare. È la sfida di quell’eredità”, ha concluso.