Un atteggiamento “scandaloso” da parte della maggioranza, accusata di affrontare il tema del fine vita con “cinismo” e con una distanza totale dai problemi concreti delle famiglie che vivono situazioni di sofferenza estrema. E’ la denuncia che il senatore milanese Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo del Pd e dal 2022 affetto da Sla, affida a Radiolombardia.it, insieme all’appello a “mettere da parte le contrapposizioni ideologiche e assumersi la responsabilità di dare risposte a chi vive ogni giorno situazioni di sofferenza estrema, nel rispetto della dignità e della libertà individuale”. Un appello che assume un particolare valore simbolico, dal momento che il senatore dem, quasi completamente immobilizzato, continua la sua attività politica attraverso un lettore ottico che interpreta il movimento delle pupille. Secondo Mirabelli, la destra preferirebbe “piantare bandierine ideologiche” invece di assumersi la responsabilità di dare risposte legislative attese da anni. Il riferimento è al mandato della Corte Costituzionale, che ha chiesto al Parlamento di legiferare per garantire, a chi vive in determinate condizioni, la possibilità di scegliere il proprio percorso di fine vita. Il senatore dem ricorda come, già nella scorsa legislatura, la destra abbia impedito l’approvazione del disegno di legge sul fine vita approvato dalla Camera. Una dinamica che, a suo giudizio, si sta ripetendo anche nell’attuale Parlamento, con l’obiettivo di bloccare qualsiasi norma che possa ampliare i diritti delle persone gravemente malate. Il senatore denuncia inoltre come le divisioni interne alla maggioranza e la competizione per “intestarsi bandierine ideologiche” stiano portando a proposte che, invece di ampliare i diritti riconosciuti dalla Corte, li restringono. Tra queste cita l’idea di escludere il Servizio sanitario nazionale dalle procedure e l’introduzione di criteri burocratici più rigidi. Per Mirabelli, il dibattito politico ignora completamente le questioni più urgenti e concrete: garantire una possibilità di scelta a chi, pur essendo malato terminale e dipendente da macchinari, non soffre meno di altri pazienti; sostenere le famiglie che assistono persone che necessitano di cure continue e complesse; prepararsi alle nuove sfide poste dall’invecchiamento della popolazione, che renderanno questi temi sempre più pressanti. Secondo il senatore, la maggioranza preferisce evitare risposte concrete, lasciandosi guidare da “calcoli elettorali imbarazzanti” rispetto alla gravità dei problemi in gioco.
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