Interrogazione alla Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia

Il Piano Italia a 1 Giga è il primo dei piani di intervento pubblico della Strategia italiana per la Banda Ultra Larga – Verso la Gigabit Society, in attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), e prevede uno stanziamento di circa 3,8 miliardi di euro. Il Piano “Italia a 1 Giga” ha l’obiettivo di promuovere, attraverso l’intervento pubblico, investimenti in reti a banda ultralarga che garantiscano la velocità di trasmissione di almeno 1 Gbit/s sull’intero territorio nazionale al 2026, collegando i civici delle unità immobiliari nei quali non è presente, né lo sarà entro i prossimi cinque anni, alcuna rete idonea a fornire velocità di almeno 300 Mbit/s in download nell’ora di picco del traffico. Secondo Infratel, il Piano Italia 1 Giga di cablatura nelle aree grigie, appaltato quasi in parti uguali alle società Fibercop e Open Fiber, va avanti molto a rilento.
In una nota ufficiale a Infratel, Antitrust e Agicom, Open Fiber ha chiesto di vigilare perché Fibercop non vada ad attuare “comportamenti opportunistici già registrati nelle passate consultazioni indette per la mappatura degli investimenti nelle aree bianche” e alla luce anche della “oggettiva difficoltà per Fibercop di garantire il rispetto del termine finale dell’esecuzione degli investimenti fissato al 30 giugno 2026.
Nel frattempo in una intervista del 15 ottobre 2024, il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti ha confermato che a settembre gli operatori hanno complessivamente raggiunto il traguardo di 1 milione di civici collegati e che ‘il governo è pronto a testare con Starlink un servizio per coprire in banda ultralarga le aree remote per ovviare ai forti ritardi nell’attuazione del progetto legato al PNRR’.
A questo proposito il gruppo del Pd al Senato ha presentato una interrogazione alla Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia.
Al di là delle performance di Starlink, secondo i senatori del Pd, delegare ulteriormente la copertura internet di alcune aree del Paese a un’azienda straniera, controllata in maggioranza da un singolo individuo, rappresenta un rischio significativo per la sicurezza nazionale.
Per questo l’interrogazione dem, sottoscritta da tutto il gruppo con la prima firma del senatore Antonio Misiani, responsabile economico del partito, chiede di sapere ‘se il Ministro sia stato informato per tempo da parte dei vertici di Fibercop della manifesta disponibilità a fornire soltanto la cablatura di 40.000 civici sui 96.000 proposti da Open Fiber nell’ambito della consultazione pubblica e se intenda attivarsi affinché siano fortemente accelerati i tempi di cablatura dei civici sul territorio nazionale e siano evitate tutte le situazioni che rischiano di compromettere la diffusione della banda ultralarga su tutto il territorio nazionale;
se il Governo non ritenga necessario rendere noto lo stato di avanzamento del Piano Italia a 1 Giga e se abbia attentamene ponderato i rischi relativi alla scelta di investire risorse del PNRR sulla proposta di Starlink, sul conseguente mancato completamento della rete a banda ultralarga su tutto il territorio italiano e sull’assetto del mercato interno e la tenuta delle imprese del settore;
se abbia considerato le ricadute su cittadini ed imprese in caso di mancato raggiungimento dello sviluppo delle reti future proof in grado di soddisfare, su tutto il territorio nazionale, il fabbisogno di connettività minima per la fruizione di servizi di sempre più avanzati e quali misure abbia adottato o intenda adottare al fine di garantire l’impegno e assicurare l’adeguatezza degli investimenti sull’infrastruttura di rete su tutto il territorio nazionale, a partire dalle aree interne del Paese, nonché per salvaguardare l’accesso alla rete, favorire la concorrenza e la riduzione dei costi per gli utenti.


Ne Parlano