“I dati diffusi oggi dal Centro Studi
Confindustria restituiscono un quadro preoccupante: l’economia
italiana è quasi ferma proprio nella fase in cui il PNRR
dovrebbe esprimere il massimo della sua capacità di spinta. I
consumi restano deboli, frenati dall’incertezza; l’export
soffre; l’industria continua a muoversi in modo instabile. Gli
investimenti legati al PNRR restano l’unica vera leva di
crescita, in un contesto in cui la domanda interna non riparte e
la competitività delle imprese è sotto pressione. È un paradosso
grave: mentre sono in corso gli investimenti pubblici più
ingenti della storia recente, il Paese non riesce a trasformarli
in una traiettoria solida di sviluppo. Questo segnala un
problema di fondo, che non può essere attribuito solo al
contesto internazionale. Pesa l’assenza di una strategia
economica complessiva da parte dell’esecutivo guidato da Giorgia
Meloni, incapace di accompagnare il PNRR con politiche per
sostenere i redditi, rafforzare la domanda e rilanciare il
sistema produttivo.
Da mesi viene annunciato un decreto energia che dovrebbe
affrontare il nodo dei costi per famiglie e imprese, ma che
resta chiuso in un cassetto. Nel frattempo i prezzi di petrolio
e gas tornano a salire e la pressione sui bilanci familiari e
sui conti delle aziende aumenta. Settori industriali cruciali
come automotive e siderurgia attraversano una crisi profonda,
senza che il governo metta in campo una visione, strumenti e
risorse adeguate per governare le transizioni in corso.
Di fronte a questo scenario, la destra appare concentrata su
tutt’altro: le liti interne sulla spartizione delle società
partecipate e delle autorità che dovrebbero essere indipendenti,
come la Consob, occupano più spazio dell’agenda economica. Così
si perde tempo prezioso e si indebolisce il Paese. Servono
scelte chiare: una politica energetica coraggiosa, misure per
rafforzare realmente il potere d’acquisto dei redditi, una vera
strategia industriale che accompagni le trasformazioni in atto.
Senza questa direzione, anche la spinta del PNRR rischia di non
bastare. Sfide importanti, di fronte a cui emerge tutta
l’inadeguatezza di questo governo”. Così in una nota Antonio
Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del
PD.