“Sono passati oltre due mesi dalla
conclusione del mandato di Paolo Savona e la Consob –
l’autorita’ preposta alla trasparenza e all’integrita’ dei
mercati, alla tutela dei risparmiatori, alla vigilanza sulle
societa’ quotate – e’ ancora senza guida. E’ un ritardo
sconcertante. In un contesto di mercati finanziari volatili, di
operazioni straordinarie nel sistema bancario, di crescita
esponenziale della finanza digitale, lasciare questa istituzione
acefala per mesi e’ un atto di irresponsabilita’ grave. Quello a
cui stiamo assistendo e’ avvilente: la presidenza della Consob
e’ diventata merce di scambio nel risiko delle nomine di
governo. Prima la candidatura del sottosegretario Freni,
avanzata dalla Lega, bloccata dal veto di Forza Italia. Poi
trattative, rinvii, annunci e smentite. Ieri il passo indietro
dello stesso Freni, che si e’ ritirato parole sue per ‘non
creare problemi al governo’. Nel frattempo la Consob resta
affidata alla gestione dei quattro commissari e il governo non
sa ancora chi nominare. Questo non e’ il modo in cui si guida un
Paese serio. Le autorita’ indipendenti di garanzia non si
governano con il manuale Cencelli, non si assegnano come
ricompense politiche, non si usano come pedine nelle trattative
di coalizione. Richiedono competenza, autorevolezza,
indipendenza. Esattamente quello che questo governo non e’ in
grado di garantire, troppo occupato a mediare tra le pretese dei
suoi alleati. Chiediamo alla presidente MELONI di uscire
immediatamente dallo stallo e di procedere senza ulteriori
rinvii alla nomina di un presidente della Consob all’altezza del
ruolo. L’Italia e i risparmiatori non possono aspettare i tempi
del risiko interno alla destra”. Lo ha detto Antonio Misiani,
SENATORE e responsabile Economia e finanze nella segreteria
nazionale PD, a margine del convegno organizzato da Assonext a
Montecitorio.


Ne Parlano