“Altro che riforma. Il disegno di
legge sulla CORTE dei Conti è un attacco frontale ai controlli di
legalità e all’equilibrio dei poteri. Non rafforza lo Stato, lo
indebolisce. Non semplifica, smantella. La CORTE dei Conti viene
colpita perché ha fatto il suo lavoro. Ha segnalato irregolarità
pesanti su scelte che il Governo ha trasformato in propaganda,
dal Ponte sullo Stretto al centro per migranti in Albania. Per
questo oggi diventa un bersaglio politico, mentre il Parlamento
viene costretto a votare in tutta fretta. Un metodo
inaccettabile, che sa di resa dei conti e non di buona
legislazione. Nel merito, siamo davanti a un arretramento
gravissimo. Il parere preventivo della CORTE viene snaturato e
trasformato in un lasciapassare per sottrarsi alla responsabilità
per colpa grave. Il silenzio-assenso, con tempi irragionevoli,
svuota di fatto il controllo di legittimità e apre spazi enormi a
comportamenti opachi. Altro che sbloccare le decisioni. Questa
norma non risolve la cosiddetta “paura della firma” e non
chiarisce le responsabilità amministrative. Serve solo a ridurre
i controlli, ad abbassare la soglia di tutela dell’interesse
pubblico e a rendere più difficile sanzionare chi gestisce male
il denaro dei cittadini. Poter contare su un’amministrazione più
rapida è nell’interesse del Paese. Ma senza legalità e senza
controlli la velocità diventa arbitrio. Con questa riforma la
destra colpisce un presidio fondamentale della democrazia e
altera l’equilibrio tra i poteri dello Stato. È l’ennesimo
strappo di una maggioranza che considera i contrappesi un
ostacolo e la trasparenza un fastidio”. Lo dichiara in un nota
Antonio Misiani responsabile Economia nella segreteria nazionale
Pd.