“L’apertura della Commissione UE sulla
flessibilità per gli investimenti energetici è un passo avanti
positivo, anche se resta necessaria e preferibile un’iniziativa
comunitaria fondata su investimenti comuni finanziati con debito
UE. La dipendenza dai combustibili fossili è infatti un problema
europeo e non soltanto italiano, per quanto in Italia raggiunga i
livelli più insostenibili e allarmanti in assoluto. Di fronte
alla crisi energetica più grave degli ultimi anni, la UE ha
autorizzato gli Stati membri a ricorrere a maggiore debito
nazionale per finanziare gli investimenti. È un’opzione
senz’altro utile, ma resta pur sempre debito pubblico aggiuntivo,
con la conseguenza di favorire i Paesi che dispongono già di
maggiori margini e il rischio di acuire i divari tra gli Stati:
l’esatto contrario di quanto avviene con gli investimenti comuni,
per i quali chiediamo al governo di battersi. Inoltre, questa
flessibilità potrà essere impiegata per realizzare investimenti,
non per ridurre le accise: consente cioè di fare ciò che il
governo italiano non ha fatto in questi quattro anni, con la sua
inspiegabile guerra alle rinnovabili.
Come PD ci auguriamo che l’Italia utilizzi questi spazi di
flessibilità nella direzione che indichiamo da tempo: recuperare
gli enormi ritardi accumulati in questi anni dal governo Meloni
sullo sviluppo delle rinnovabili, sull’efficienza energetica e
sugli investimenti in reti e accumuli. Rimane aperto il nodo di
come sostenere nell’immediato le famiglie e le imprese più
vulnerabili, con misure quanto più possibile mirate e selettive.
Il governo può finanziarle attraverso la tassazione degli
extraprofitti delle società energetiche, dando così seguito
concreto, a livello nazionale, alla proposta avanzata in sede
europea dal suo stesso ministro dell’Economia insieme ai colleghi
di Austria, Germania, Portogallo e Spagna”. Così in una nota
Antonio Misiani, responsabile Economia e Annalisa Corrado
responsabile Ambiente, nella segreteria nazionale del PD.


Ne Parlano