“Così non si può andare avanti. Il decreto sull’ex ILVA arriva insieme alla tragedia, non inevitabile, che è costata la vita a Claudio Salamida e rappresenta il simbolo del fallimento di una politica industriale del Governo fatta di promesse, annunci e interviste del ministro Urso, ma di nient’altro”. Lo ha detto in aula in dichiarazione di voto il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, che ha aggiunto: “Questo dl non apre alcuna prospettiva, non disegna un futuro, si limita a evitare il collasso immediato, proroga misure temporanee, mette poche risorse per tirare avanti qualche settimana, non affronta il nodo della sicurezza, non indica una traiettoria industriale, non costruisce un percorso credibile di decarbonizzazione, non offre certezze occupazionali, non rilancia davvero le bonifiche”.
“In questi tre anni – ha proseguito il parlamentare dem – la situazione è precipitata. Il Governo non ha una strategia sulla siderurgia, la produzione è ai minimi storici, le perdite crescono, migliaia di lavoratori vivono tra lavoro e cassa integrazione, l’indotto è allo stremo, mentre Taranto continua a pagare in termini di salute, sicurezza e ambiente”.
“Anche la trattativa con il fondo Flacks, che non è una svolta, – ha detto ancora il senatore – avviene senza un piano industriale condiviso e senza garanzie su occupazione, governance e transizione. Si spendono risorse pubbliche senza sapere dove si vuole arrivare. Il Pd non si è mai sottratto al confronto e ha sempre avanzato proposte serie, anche sul ruolo pubblico, senza il quale non si gestisce una questione così importante. Sono state tutte respinte. ma noi continueremo a stare dalla parte dei lavoratori e delle comunità coinvolte, perché il futuro industriale del Paese non può essere affidato all’improvvisazione”, ha concluso Misiani.