“Tra 2 giorni scade il taglio delle accise ma il governo naviga a vista e gli italiani non sanno ancora cosa troveranno alle pompe di benzina. Ieri la Commissione europea ha aperto alla flessibilità di bilancio sull’energia. Una scelta utile e positiva, ma chi a destra usa toni trionfalistici non ha letto le carte: questo non è un piano europeo finanziato con debito comune, ma debito nazionale. La Commissione offre spazio di bilancio ma per fare investimenti, non per tagliare le accise. Per la precisione, offre spazio per gli investimenti di quel Green Deal che il Governo Meloni ha combattuto per quattro anni. Ora bisogna accelerare, perché è stato sprecato tempo prezioso e per tradurre la flessibilità in bollette più basse gli investimenti vanno fatti davvero e non a chiacchiere. Nell’immediato, al ministro Giorgetti rivolgiamo tre domande. La prima: cosa accade dal 7 giugno? Proroga del taglio delle accise, solo accise mobili o nulla? Gli italiani hanno il diritto di saperlo per tempo. La seconda: chi intendete aiutare e con quali risorse? Gli aiuti mirati sono necessari ma non pensate di cavarvela con i 100 euro per un milione di famiglie con la social card. Perché in Italia le famiglie in povertà energetica conclamata sono quasi tre milioni e molte altre sono in difficoltà. La terza: dove trovare i soldi? Il 4 aprile scorso il ministro Giorgetti — insieme ai colleghi di Germania, Austria, Portogallo e Spagna — ha firmato una lettera alla Commissione europea chiedendo di tassare gli extraprofitti delle società energetiche a livello europeo. Siamo d’accordo. Iniziate dal nostro Paese. Subito, senza aspettare Bruxelles. E usate i 4 miliardi che lo Stato incassa ogni anno dagli ETS per la transizione energetica, invece di farli finire nel calderone del bilancio pubblico”. Così il senatore Antonio Misiani, responsabile Economia del Pd e Vicepresidente della Commissione Bilancio, interrogando il ministro Giorgetti durante il question time nell’aula di palazzo Madama.
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